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giovedì 5 marzo 2020

NUTRITION FAQ - Domande e Risposte sulla nutrizione - Disturbi intestinali e intolleranze alimentari



Domanda: I disturbi intestinali possono derivare dalle intolleranze alimentari?


Risposta: Oggi giorno sempre più persone soffrono di vari disturbi intestinali tra cui: gonfiore addominale, stitichezza, diarrea e mal di pancia. Alcuni riferiscono di avere un senso di pesantezza e si chiedono quali potrebbero essere le cause.




Il più delle volte, le cause possono essere attribuite a una disbiosi o a un intolleranza alimentare poco conosciuta, oppure ancora ad una sensibilità al glutine. Queste tre diverse situazioni, spesso si confondono tra loro perché difficilmente distinguibili e diagnosticabili anche perché tutte provocano quasi sempre un'infiammazione della parete intestinale.
Le alterazioni della flora batterica possono avvenire in seguito ad una cura antibiotica ad ampio spettro e/o da un'alimentazione poco salutare ricca di zuccheri, proteine animali e povera di nutrienti prebiotici. In alcuni casi invece, queste condizioni sintomatologiche intestinali possono essere provocate da intolleranze che purtroppo ancora attualmente non si riescono a definire specificamente con dei test, in tal caso sarà il nutrizionista a mettere in atto un approccio adeguato.
Infine la sensibilità al glutine, da non confondere con la celiachia, è una condizione legata alla digeribilità di questa proteina ma in maniera transitoria e dose-dipendente.
Ad ogni modo la valutazione del soggetto con tali disturbi, deve essere sempre ben valutata prima di intraprendere un percorso nutrizionale adeguato, in quanto il nutrizionista dovrà valutare lo stato nutrizionale e le condizioni fisio-patologiche diagnosticate dal medico.

venerdì 18 gennaio 2019

La figura del nutrizionista

Normative che regolano la professione

Il Biologo Nutrizionista è una figura professionale istituita dalla Legge 396/67 che conferisce al Biologo, tra le varie competenze, la facoltà di effettuare valutazioni dei bisogni nutritivi ed energetici, sia in condizioni fisiologiche che patologiche accertate.
Inoltre il DPR n. 328/01 disciplina l’accesso dei laureati specialistici (magistrali) all’esame di stato Sezione A e, dopo il suo superamento, consente l’abilitazione all’esercizio della professione di Biologo per poter poi iscriversi all’Ordine Nazionale dei Biologi.

nutrizionista medico mani tastiera

Chi può prescrivere piani dietetici e con quali differenze?

Il Biologo Nutrizionista è un professionista che può esercitare la propria professione in autonomia, così come il medico dietologo; mentre la figura professionale del Dietista, individuato dal D.M. 14 settembre 1994, n.744, ex art. 6, comma 3 del D.Lgs. 502/92, “svolge la sua attività professionale in strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale” e, in particolare, in collaborazione con il medico ai fini della formulazione di diete su prescrizione e supervisione medica.
Il Biologo Nutrizionista, oltre alla stesura dei piani dietetici, può occuparsi della prescrizione di integratori alimentari, stabilendo o indicando anche le modalità di assunzione.
Le prescrizioni di farmaci, analisi e la formulazione di diagnosi delle patologie competono, invece, al medico dietologo.

venerdì 11 gennaio 2019

Come rimediare alle abbuffate natalizie

Quello che di solito si tende a fare, nel periodo immediatamente successivo alle feste natalizie, è cercare di compensare l'aumentato apporto calorico, (in particolare l'eccessiva assunzione di grassi e zuccheri) che si è avuto nel periodo precedente, adottando una dieta a base di frutta e verdure o "diete fai da te", riducendo così di molto l'apporto calorico e avendo come immediato risultato la perdita dei chili presi durante le festività, producendo però delle conseguenze negative.
In realtà, il modo giusto di compensare gli eccessi è sicuramente un aumento significativo dell'attività fisica o più semplicemente avere una vita più attiva.

ragazza abbuffata feste

Inoltre, per quel che riguarda l'alimentazione, si può diminuire l'introito calorico, ma allo stesso tempo bisogna tornare o iniziare a seguire un'alimentazione sana e bilanciata, che prevede non solo frutta e verdura, ma tutti gli alimenti che nelle giuste quantità e proporzioni possono garantire un giusto apporto di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali. Va assolutamente evitata l’esclusione dalla dieta alcuni nutrienti che sono detti "essenziali", proprio perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, quindi abbiamo bisogno di assumerli nelle giuste quantità quotidiane.
Da quanto detto, possiamo dedurre che il nostro corpo non ha solo bisogno di calorie, quindi non basta semplicemente ridurle per compensare quelle introdotte in eccesso, ma bisogna aumentare l’attività fisica e adottare una dieta sana e bilanciata, anche con l’aiuto di un nutrizionista.

martedì 16 ottobre 2018

Come prenotare online la visita nutrizionale (o altri servizi)

Ho messo a disposizione la possibilità di prenotarsi online attraverso questo servizio: Prenota appuntamento. Ricordatevi di immettere un'email e il vostro numero in fase di prenotazione (sarà fondamentale per la conferma degli appuntamenti). Per ogni tipo di informazione, sul servizio in questione o anche per altro, potete contattarmi QUI o alla mia pagina facebook.

 https://dott-vitale.reservio.com

venerdì 4 maggio 2018

NUTRITION FAQ Domande e Risposte sulla nutrizione - Quale tipo di frutta mangiare


  • Domanda: Quale tipo di frutta posso assumere durante la dieta?
  • Risposta: Partendo dal presupposto che la maggior parte dei tipi di frutta che consumiamo non sono molto calorici e che i benefici che apportano il contenuto di sali minerali, vitamine e fibre sono di gran lunga più importanti delle calorie date dal modesto contenuto di zuccheri, eccezion fatta per alcuni pazienti con fisio-patologie legate al metabolismo dei zuccheri, le persone che si trovano in uno stato di buona salute possono consumare tutti i tipi di frutta ma in quantità adeguate. Inoltre è bene precisare che alcuni tipi di frutta sono invece molto calorici, in quanto contengono un elevata quantità di grassi, esempi di tali frutti sono il cocco, l'avocado, le olive, ecc. Però il fatto che contengano grassi non sempre è una caratteristica negativa, infatti tra essi ci sono comunque quelli che contengono grassi essenziali per la nostra salute, quindi basta consumarli nell'ambito di una dieta equilibrata, la quale quasi sempre non demonizza nessun tipo alimento naturale in particolare.

Di cosa mi occupo


Durante la mia attività ambulatoriale formativa e la mia esperienza professionale mi sono occupato, e mi occupo tutt'oggi, principalmente di pazienti in sovrappeso e obesi, sia in età adulta che pediatrica (per bambini e ragazzi metto in pratica un approccio adeguato alle diverse età e soprattutto incentrato su un percorso di educazione nutrizionale). Tratto inoltre, dal punto di vista nutrizionale, tutte le patologie metaboliche (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, ecc.) e stati fisio-patologici legati alla funzionalità gastrointestinale e digestiva (ernia jatale, reflusso gastroesofageo, difficoltà digestiva e della deglutizione, malattie infiammatorie a carico dell’apparato gastrointestinale, stipsi, intolleranza al lattosio, celiachia e sensibilità al glutine).
Tra i miei pazienti, infine, non mancano persone che sono sottopeso, in condizioni di malnutrizione e con disturbi del comportamento alimentare.
Questo è un quadro generale di tutte le patologie che tratto, ma per informazioni più dettagliate sulla mia formazione ed esperienza clicca QUI
QUI invece i miei contatti.

giovedì 23 marzo 2017

Incontro di educazione alimentare alla scuola calcio "lion soccer school"


Mercoledì 8 febbraio 2017, per il secondo anno consecutivo, il dottor Raffaele Vitale ha incontrato i bambini della scuola calcio Lion soccer school. Per l’occasione è stata organizzata una sfida sulle buone abitudini alimentari: i piccoli calciatori sono stati suddivisi in due squadre e quella che rispondeva ai quiz su determinate buone norme di stile di vita in modo corretto veniva assegnato un punto (goal).
Dal risultato finale si è capito che i bambini, insieme alle loro famiglie, devono fare ancora tanto “allenamento” per arrivare in forma alla partita delle sane abitudini alimentari.

mercoledì 12 ottobre 2016

Esame impedenziometrico: cos’è, come funziona e perché farlo

È importante stabilire la composizione del nostro corpo per poter definire lo stato nutrizionale e di idratazione, ed inoltre per monitorare le variazioni dei diversi compartimenti durante il percorso nutrizionale. Per farlo ci si può sottoporre all’esame impedenziometrico, che è uno degli esami più efficaci, descritto nell’articolo.


La valutazione della composizione corporea e dello stato nutrizionale può essere fatta attraverso diverse metodiche. Le più utilizzate sono quelle antropometriche, che prendono in esame valori come peso, altezza, circonferenze e pliche cutanee. Esse sono di facile esecuzione e non sono invasive, ma presentano dei limiti. Infatti l’indice di massa corporea (BMI), che mette in relazione il peso e l’altezza associando ad una determinata statura un peso ideale corrispondente, permette di classificare il soggetto nelle seguenti condizioni: sottopeso, normopeso, sovrappeso, obesità di I°, II° e III° grado. Tale indice presuppone che l’eccesso ponderale sia direttamente correlato ad un aumento di grasso corporeo, ma ciò non sempre è vero in quanto anche l’aumento di massa muscolare o i liquidi in eccesso (ritenzione idrica) possono determinare un aumento di peso.
Perdere peso monitorando solo il BMI significherebbe dare per scontato che i chili persi siano di massa grassa, facendo così valutare il soggetto come dimagrito, quando in realtà, soprattutto chi segue regimi dietetici molto drastici e che provocano un calo ponderale veloce (oltre ad essere responsabili di possibili danni o carenze nutritive), la componente che maggiormente subisce un decremento è la massa muscolare, e ciò non vuol dire dimagrimento.
Anche la misurazione delle circonferenze è molto utile per valutare la condizione iniziale e i miglioramenti del soggetto, infatti alcune di esse, a seconda dei punti di repere, danno indicazioni sulla muscolatura piuttosto che sul grasso corporeo. Una delle più importanti è la circonferenza vita, in quanto è direttamente proporzionale al grasso viscerale che è a sua volta correlato alle malattie metaboliche e all’obesità. Quindi è una semplice misurazione che ci dice molto, ma anch’essa può essere influenzata da varie condizioni: l’accumulo di aria a livello intestinale o l’aumento di ritenzione idrica tipica della fase premestruale delle donne possono alterare la misura.
Le pliche cutanee, invece, sono uno strumento che permette di risalire alla percentuale di grasso corporeo a partire dal grasso sottocutaneo, però nei soggetti che hanno un eccesso di grasso viscerale (impossibile da misurare con questa metodica) diventa difficile risalire alla percentuale di grasso corporeo senza un errore significativo.
Nella pratica quotidiana capita spesso di vedere persone che si meravigliano di risultati inaspettati. Ad esempio si sorprendono di non avere una perdita di peso ma solo di centimetri; oppure in seguito all’inizio di attività fisica, pur seguendo la dieta, nel primo periodo non presentano un calo di peso importante. Ovviamente interpretare questi risultati è competenza del nutrizionista, che deve rassicurare e informare i soggetti delusi perché ancora troppo legati al peso come indice di dimagrimento.


Pertanto è utile dare all’assistito dei risultati che riguardano in maniera distinta i vari compartimenti corporei, inoltre valutare le diverse componenti è altrettanto importante anche per gli sportivi o gli atleti, per chi ha problemi di ritenzione idrica, per i soggetti sottopeso o malnutriti, per chi è affetto da patologie che influenzano la composizione corporea, e quindi non solo per coloro che devono dimagrire.


La metodica che può fornire questi risultati è la bioimpedenziometria o esame impedenziometrico. L’esame si basa sul principio fisico dell’impedenza: in sostanza trasmettendo una corrente di bassissima tensione attraverso degli elettrodi applicati su mano e piede si riesce a rilevare la resistenza che il nostro corpo oppone a tale corrente, riuscendo a quantificare l’acqua corporea totale ed a discriminare l’acqua extracellulare e l’acqua intracellulare, ricavando massa magra, massa metabolicamente attiva, massa grassa, stato di idratazione (e di conseguenza disidratazione) o ritenzione idrica. I dispositivi che permettono di fare quest’esame sono molti e con caratteristiche diverse. Personalmente utilizzo un dispositivo che effettua una misura della reattanza capacitativa, della resistenza e quindi dell’angolo di fase. I dati ottenuti vengono graficati nel Biavector e nel Biagram grazie ai quali si ha un’istantanea dello stato nutrizionale e dello stato di idratazione.

impedenziometria

In conclusione, l’utilizzo di questa metodica permette di aver chiaro come si modificano le varie componenti corporee durante un trattamento dietetico, nonché di valutare la condizione iniziale e anche di monitorare i miglioramenti. Se vogliamo sapere di cosa sono fatti i nostri chili e quale compartimento corporeo si sta modificando la cosa più utile da fare è sottoporsi ad un esame impedenziometrico.


Per altre informazioni e contatti andare su Domino Nutrizionisti o visitare la pagina facebook.